Centoventicinque alberi di 56 specie e ancora 6 formazioni boschive di protezione al cui interno vegetano, complessivamente 285 esemplari: sono le piante monumentali della Valle d’Aosta, protette da una legge regionale che tutela gli alberi rari, di pregio, particolarmente vecchi.
Tutte le piante sono catalogate e presentate in una mappa a disposizione dei turisti presso i punti informativi di ogni località.
Un’idea, quella di andare a conoscere queste piante, per costruire un itinerario nuovo in Valle d’Aosta, all’insegna della natura e della storia del territorio.
Piante spesso plurisecolari, risparmiate per diversi motivi: il ricordo di un evento, il ruolo nel paesaggio, la particolarità della specie: ecco allora il tiglio di quasi 500 anni della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta (l’albero più rappresentativo tra i tanti monumenti vegetali della regione); la Pianta Grossa di Donnas (SS 26, verso Aosta, subito dopo Pont Saint Martin), probabilmente l’ippocastano più grande d’Italia; l’Olmo ciliato in località Prà di Perloz (che si raggiunge percorrendo da Pont-Saint-Martin la strada regionale di Perloz SR1); il Maggiociondolo di Château Verdun a Saint-Oyen (a 18 km. Da Aosta, sulla SS 27 del Gran San Bernardo).
Nella valle di Gressoney a Gressoney-Saint-Jean, sono tre le piante secolari: un frassino in località Pont-Sec, un acero montano e un sorbo degli uccellatori ai due Alpenzu, oltre a una maestosa foresta di protezione sita in località Freiderecko, sul sentiero per Alpenzu Grande.
In località Viéring di Champdepraz, nel parco di Villa Binel (dalla SS n. 26, si imbocca la SR6 e la si percorre per circa 3 km dopo Verrès), tra le 5 piante monumentali che qui vegetano, è possibile scoprire una maestosa sequoia, l’esemplare più imponente in assoluto della Valle d’Aosta, con una circonferenza di circa 7 m. per un’altezza di 40 metri.
A Courmayeur c’è perfino una robinia che da 115 anni cresce addossata ad un masso e ad una scalinata in Piazza Abbé Henry.
E poi il castagno di Derby, nel comune di La Salle (autostrada A5 Torino-Aosta-Monte Bianco: per vederlo, direzione Courmayeur, uscita Morgex, poi la SS 26 in direzione di Aosta. Dopo 1 chilometro, oltrepassato il bivio per La Salle, si deve proseguire sulla statale per 3 chilometri): l’albero sopporta benissimo i suoi 500 anni con la sua circonferenza di 764 centimetri, mentre il melo più alto d’Europa è sopra Lillaz, una frazione di Cogne, a circa 1750 metri d’altezza.
Spettacolare, specie alla fioritura che avviene in primavera, tra aprile e maggio, il glicine di Passage Foillez nel capoluogo regionale, che ha una circonferenza di 114 centimetri e un’altezza di 10 metri e più di 150 anni: pare sia stato piantato dall’illustre storico De Tillier.
Accanto si singoli alberi, in questo particolare itinerario, non può mancare una visita al parco del castello Passerin d'Entrèves a Châtillon con le sue 28 piante monumentali, tra cui alcuni magnifici faggi e tigli pluricentenari: ha aperto al pubblico dall’inizio di aprile, con orario continuato, dalle 8 alle 18 ed è chiuso il lunedì.
Sono infine tre le aree boschive di protezione degne di nota: il bosco di larici secolari, nella località Arollaz in Valgrisenche, lungo il sentiero che sale verso il rifugio l’Epée; lo storico arboreto realizzato dall’Abbé Vescoz all’inizio del secolo in località Pontys di Verrayes (a 30 minuti da Aosta e da St Vincent, raggiungibile da varie direttrici: da Nus, dalla frazione Champagne posta lungo la statale 26, da Chambave, da Saint-Denis o da Torgnon) e quello di ispirazione mediterranea, chiamato “Borna di laou” a Verres.
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