Ancona, Jesi, Cingoli, Recanati, Loreto, Mogliano e Monte San Giusto. Cosa hanno in comune questi paesi? Sono nelle Marche. Altro? Si, c’è dell’altro. Sono i sette paesi della regione, tutti caratterizzati da un alto livello di definizione culturale, che hanno promosso e ospitato le celebrazioni per i 450 anni dalla morte del pittore Lorenzo Lotto, approfittandone per lanciare anche lo “Slow Art Viewer”.
Lo “slow art viewer” è letteralmente il lento osservatore dell’arte. Pare chiaro il concetto. In sostanza è il gusto di visitare i musei prendendosi tutto il tempo necessario, preferibilmente con un bicchiere di vino tra una sala e l’altra.
L’occasione per provare questo nuovo modo di visitare i musei è data dalla mostra “Lorenzo Lotto e le Marche: per una geografia dell’anima”.
Le opere in mostra sono 24, suddivise tra i vari musei delle città. Il biglietto unico permette di vedere i quadri del Lotto e al contempo le altre opere dei musei, tra cui quelle di Urbani, Tiziano e del Pomarancio.
L’evento promosso dalla Regione vuole presentare un pittore nato a Venezia, ma che alle Marche è legato da un filo invisibile e sentimentale che lo farà tornare spesso in queste terre per trovare pace e conforto dopo gli anni trascorsi a Roma.
Il periodo marchigiano del Lotto è infatti considerato il suo periodo più inquieto, dovuto ad una crisi interiore, e sfociato in opere dai colori forti e da un’umanità che commuove.
Un esempio è riscontrabile nell’opera “La Deposizione” di Jesi. La rabbia di Giuseppe d’Arimatea racchiude tutta una gamma di sentimenti in rapporto alla morte, al dolore e alla disperazione in maniera altamente empatica.
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