La passione della pesca da condividere con chi vive ogni giorno il mare di Liguria
Pescare insieme a gente del mestiere, mangiare il pesce freschissimo preparato sul momento, vivere l'ambiente e il paesaggio marino: la Liguria, è il caso di dirlo, pesca nella sua tradizione marinara per offrire una nuova opportunità ai turisti che amano il mare.
Sta per essere varata una legge per promuovere l'ittiturismo, un'estensione della formula del bed and breakfast alle case dei pescatori professionisti, che possono offrire ospitalità, ristorazione e degustazione dei prodotti tipici locali.
Un modo più profondo per approcciarsi alla cultura e alle tradizioni della costa ligure, un "punto di vista dall'interno" ancora agli albori in Liguria, ma che una volta legato all'esperienza del pescaturismo, già avviata in diverse località delle due riviere, potrebbe costituire una formidabile offerta turistica.
La maniera migliore per avvicinarsi ai segreti della pesca, è condividere una giornata al largo con gente del mestiere su un peschereccio o su un gozzo imparando a usare palamiti, cianciali e reti da posta. Per poi tornare a riva assistendo in rigoroso silenzio alla "salpata a mano" delle reti, gustando il pesce cucinato con ricette tradizionali e addormentandosi col rumore delle onde.
L'annuncio della nuova legge, la prima in Italia dove agriturismo, pescaturismo e ittiturismo vengono disciplinati, qualificati e valorizzati in un unico testo, è stato dato al Salone Slow Fish di Genova dagli assessori regionali all'Agricoltura e al Turismo Giancarlo Cassini e Margherita Bozzano.
Il Salone del pesce sostenibile, che ha riscosso un notevole successo di pubblico, prepara già per l'edizione del 2009 un'innovazione: ospitato nel nuovo padiglione B, sarà uno Slow Fish in riva al mare, davanti a una Marina della Fiera con tante imbarcazioni pronte a coinvolgere i turisti nelle attività di pesca.