Una delle feste più famose, più eccitanti, più pazze e singolari in Europa è senza dubbio la Festa dei Ceri, che e si svolge nella città di Gubbio il 15 maggio di ogni anno.
La manifestazione viene organizzata ininterrottamente fin dagli ultimi anni del XII sec. Da allora, ogni anno, le strade di Gubbio si riempiono di colore e centinaia di eugubini conducono i tre Ceri, pesanti ognuno oltre 4 quintali, in una folle corsa dalla città alla Basilica di S.Ubaldo, attraverso le vie medievali e su per la collina per un dislivello di oltre 300 metri.
I Ceri sono tre macchine di legno alte circa 7 metri a forma di prismi ottagonali sovrapposti e decorati, portati trionfalmente a spalla dai ceraioli in onore di S. Ubaldo, patrono della città. Sulla cima dei Ceri sono fissate le statue dei santi Ubaldo, patrono della Corporazione dei Muratori e Scalpellini; Giorgio, patrono della Corporazione dei Merciari; Antonio Abate, patrono dei Contadini e degli Studenti. L'appartenenza al Cero è un fatto di grande rilevanza nella vita di un eugubino, è una specie di stemma qualificante legato al tipo di mestiere che in passato si tramandava di padre in figlio di generazione in generazione. I colori delle divise ceraiole sono intonate alle vesti del Santo protettore delle corporazioni: gialla per i ceraioli di S. Ubaldo, azzurra per quelli di San Giorgio e nera per quelli di Sant' Antonio.
Le origini di questa Festa sono antichissime: taluni studiosi la fanno risalire alle cerimonie pagane in onore delle divinità umbre (Cerfus) o romane (Cerere). Altri studiosi la riferiscono ai festeggiamenti dopo la vittoria di Gubbio, nella guerra contro 11 città alleate contro (1154). L'ipotesi più plausibile rimane comunque quella legata alla figura di S. Ubaldo: il 16 maggio del 1160 il vescovo di Gubbio morì; tutti i cittadini allora iniziarono un pellegrinaggio con candele accese, rito che si ripeterà sempre la sera della vigilia (il 15 maggio) in memoria del transito, caratterizzato dall'offerta di ceri votivi da parte delle Corporazioni di Arti e Mestieri.
Il cerimoniale della festa è rimasto inalterato attraverso i secoli. I Ceri, custoditi nella Basilica di S. Ubaldo, vengono portati in città la prima domenica di maggio.
Il mattino del 15 maggio i tamburi suonano la sveglia al Capitano, quindi i Ceraioli s'incontrano e sorteggiano i due Capitani dei Ceri; dopo la consegna del mazzolino di fiori ai Ceraioli parte la sfilata per le vie della città fino, a Piazza della Signoria.
A mezzogiorno suona il Campanone del Palazzo dei Consoli e avviene l'alzata dei Ceri, (molto spettacolare) con ogni Capodieci che versa acqua da una brocca su un punto preciso del Cero e getta poi il recipiente in aria: questo, cadendo, va in frantumi, e la gente attorno li raccoglie per buon augurio.
Inizia a questo punto la mostra dei Ceri in giro per la città, fino a che vengono posati in una via del centro.
Alle ore 18 i Ceri vengono rialzati, quindi benedetti e poi ecco che inizia la veloce corsa lungo la discesa di via Dante; dopo una sosta in Piazza della Signoria i Ceri compiono tre "birate" e ripartono verso la Basilica di S. Ubaldo, posta sul pendio del Monte Igino.
Il vincitore non è il primo che arriva ad entrare in chiesa, infatti S. Ubaldo deve sempre entrare per primo, con gli altri che seguono non mutando l'ordine di partenza, ma in base a come la corsa è stata fatta, ovvero il grado di abilità mostrato dai barellieri.
Tanta è l'importanza di tale Festa all'interno della regione, che i Ceri sono stati adottati come simbolo.
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