La verde Irpinia offre a chi la visita tradizioni arcaiche ancora vive nella semplicità della gente che vi abita, nei territori incontaminati e nelle opere di grande interesse storico-artistico che racchiude.
Sui rilievi, circondati da boschi, sorgono chiese, abbazie e monasteri dal fascino senza tempo. Per scoprirli si può partire da Mercogliano dove, ogni anno, numerosi pellegrini si recano al superbo Santuario della Madonna di Montevergine fondato da San Guglielmo da Vercelli: a richiamarli è la “Mamma Schiavona”, una tavola duecentesca raffigurante una Madonna Nera.
Una visita merita anche il palazzo abbaziale di Loreto: opera di Domenico Antonio Vaccaro e risalente al 1750, l’edificio è ricco di documenti storici, arredi ed arazzi di grande pregio.
Nel vicino capoluogo, Avellino, di notevole rilevanza storica è il Duomo: costruito nel 1132, custodisce numerose opere di notevole pregio, tra cui l'Adorazione dei Magi di Marco Pino e il coro ligneo intagliato di Clemente Tortelli.
Sempre a San Guglielmo si deve, poi, la fondazione dell’Abbazia Benedettina del Goleto, che sorge a pochi chilometri da Sant’Angelo dei Lombardi. Si tratta del più interessante monumento medievale dell’Alta Irpinia di cui, oltre alla torre di difesa, innalzata dalla badessa Febronia nel 1152, è possibile ammirare il muro di cinta, la chiesa inferiore e quella superiore.
Al Santo di Assisi, invece, la tradizione attribuisce la costruzione del convento di San Francesco a Folloni, situato poco fuori Montella: anche se più volte rimaneggiato, conserva ancora buona parte dell’impianto cinquecentesco. All’interno della Chiesa si ammira il sepolcro dei coniugi Margherita e Diego Cavaniglia, il “monumento degli innamorati” la cui visita, secondo la leggenda, assicura amore eterno.
Altra tappa imperdibile è il Santuario di San Gerardo Maiella a Materdomini a Caposele che, insieme a quello di Montevergine, è il santuario irpino più visitato: è formato della grandiosa Chiesa Nuova, opera di fine '700, dalle scenografiche forme moderne.
Avvolto in un’atmosfera di grande quiete è, poi, il Santuario di Maria Santissima a Carpignano che, secondo una leggenda, fu costruito nel XII secolo in seguito al ritrovamento di un quadro della Madonna dai tratti bizantini, da subito al centro di prodigi e di devozione popolare.
Proseguendo per circa 60 chilometri, a Mugnano del Cardinale si può ammirare il Santuario di Santa Filomena risalente al XVI secolo, che ingloba la Chiesa seicentesca di Santa Maria delle Grazie dove, in una cappella laterale, sono custodite le reliquie della giovane Santa.
E come dimenticare la Chiesa ed il convento di Santa Maria delle Grazie a Gesualdo nel quale, per qualche tempo, abitò Padre Pio? Del suo passaggio non restano, purtroppo, tracce né fonti scritte o documenti. C’è solo il cuore della gente. Oggi, nel piccolo chiostro un quadretto ricorda il soggiorno del frate stimmatizzato, mentre nelle memorie degli anziani vive il racconto dei loro padri, quelli che conobbero Padre Pio studente.
A Prata di Principato Ultra e ad Atripalda, infine, la Basilica dell’Annunziata e le tombe dei martiri cristiani testimoniano l’importanza della zona nei primi secoli di diffusione della fede cristiana. Nella Chiesa dell’Annunziata, in particolare, si conservano affreschi databili all’XI secolo che ritraggono una Vergine orante con due angeli. Particolarmente suggestivo il volo degli angeli, che si svolge la domenica dopo Pasqua: due fanciulle, sospese in alto, volano sulla folla salutando la Madonna.
Ad Atripalda, invece, sorge il cimitero paleocristiano di Abellinum, lo “Specus martyrum”, oggi parte della Chiesa di Sant’Ippolisto.
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Autore: Turismo e Stampa