Il Trentino, il posto giusto per innamorarsi di un vino.
È qui, infatti, che molti vitigni autoctoni ed internazionali trovano la propria collocazione ideale, fatta di microclimi che variano da quello submediterraneo a quello alpino e capaci di dare vita a uve d’eccezione.
Per chi visita il Trentino è perciò d’obbligo - un obbligo piacevole, s’intende - prestarsi a un tour enogastronomico che, insieme ai prodotti più tipici della tradizione trentina, potrà rivelare anche tutte le doti dei suoi famosi vigneti. Sì, perché ogni valle, ogni pendio, ogni angolo di questa terra regala un suo vino particolare che, del luogo in cui l’uva nasce e cresce, prende sempre il meglio.
Il grande patrimonio vinicolo del Trentino comprende naturalmente i vitigni autoctoni, particolarmente interessanti per chi voglia “portare a casa” l’essenza del gusto trentino. Fra i bianchi spicca il Nosiola, dall’omonimo vitigno coltivato nell’ambiente collinare della Valle dei Laghi e della Val di Cembra: il suo sapore delicato lo rende il vino più caratteristico di questa provincia. Fra l’altro, dall’appassimento delle sue uve si ottiene il prezioso Vino Santo Trentino.
Fra i rossi, invece, due i nomi più tipici e noti: Marzemino “gentile” e Teroldego. Se il primo - rosso giovane e fruttato dal gusto amarognolo - dà il meglio di sé sui terreni basaltici della Vallagarina, il secondo può certo essere definito il grande rosso trentino. È solo nella Piana Rotaliana che le caratteristiche di sapidità e robustezza di questo vitigno possono svilupparsi pienamente, fino a produrre un vino corposo, ottimo con pietanze quali la carne salada, la selvaggina e i formaggi stagionati.
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