Acqua, fango, sabbia e fieno sono i farmaci naturali disponibili alle terme. Un recente volume fa il punto sul termalismo in Italia, mentre il Ministro Sirchia auspica una crescita del settore insieme a nuove possibilità di cura per diverse patologie
''Le terme rappresentano per la penisola una ricchezza che potrebbe essere meglio sfruttata''. E’ quanto ha dichiarato il Ministro della Salute Girolamo Sirchia in occasione della recente presentazione del volume ''Curarsi alle terme. Acqua, fango, sabbia e fieno al servizio della salute" di Antonio Fatigati e Silvia Comerio (ed. Franco Angeli). L’occasione ha favorito lo scambio di riflessioni e di dati sull’attività termale in Italia, a partire dal secondo rapporto sul settore presentato alla fine dello scorso anno da Federterme. Lo studio ha evidenziato una crisi delle attività, dovuta principalmente a due aspetti: da una parte la scelta a favore dei centri benessere privati a discapito delle cure termali - prescritte dai medici di base e finanziate dal Servizio Sanitario Nazionale - dall’altra la mancanza di una campagna promozionale che promuova il benessere termale e l’offerta terapeutica. Un’efficace azione in tal senso offrirebbe molteplici opportunità di sviluppo per le stazioni termali diffuse sul territorio italiano, oltre ad aprire nuove vie di cura e prevenzione per un consistente numero di patologie.
Ad oggi, il 70% delle prestazioni erogate dagli stabilimenti termali riguarda la cura di patologie di naso, gola ed orecchie. Un dato che si deve al tasso di inquinamento, ai continui sbalzi di temperatura, all’aumento di allergie che, a loro volta, favoriscono episodi di raffreddamento, riniti, otiti e sinusiti in ogni fascia d’età. In questi casi le cure termali si rivelano molto efficaci e consentono sia di ridurre le irritazioni delle mucose, sia di liberare le vie respiratorie da accumuli catarrali.
I trattamenti per la cura di malattie delle ossa e delle articolazioni rappresentano l’altra grande fetta delle attività termali: tra i più richiesti i fanghi, con o senza bagni. In molti centri è inoltre possibile curare le flebopatie ricorrendo a bagni e idromassaggi, o trattare le malattie della pelle grazie alla facilità con cui le benefiche sostanze dell’acqua possono essere assorbite dal corpo. Buoni esiti hanno anche le terapie termali in caso di malattie ginecologiche, gastroenteriche e delle vie urinarie.
I benefici delle cure termali potrebbero non esaurirsi qui. Le terme potrebbero infatti rivelarsi uno strumento utile contro le malattie del benessere(depressione, obesità e diabete), affiancate alle cure tradizionali. E’ quanto si augura il Ministro Sirchia, che ha sottolineato come questo futuro sviluppo del settore possa costituire anche un’ottima opportunità per rilanciare la sanità e il turismo nella nuova Europa a 25. Tra i possibili scenari, non si esclude che si possano attrezzare le terme con centri per la dissuasione al fumo, per i disturbi alimentari o per l’abuso di alcol, o che si possano coniugare pratiche terapeutiche tradizionali e metodi alternativi.
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